Superficie: 20,62 kmq
Popolazione: 183
Altitudine: 704 mt
All'inizio del secondo millennio con Roche veniva citato il Castrum, castello che sovrasta il villaggio, il paese vero e proprio era Piè, cioè ai piedi. In seguito la troviamo come Rocca di Piè. Nei primi decenni del sec. XIV essendo passata sotto il dominio dei Marchesi Spinola venne chiamata "Rocha Spinurom", Rocca degli Spinola, e in seguito Roccaforte. Nel 1797 con la soppressione dei feudi venne incorporata nella Repubblica di Genova fino al 1859, anno che viene staccata da Genova e passa sotto la giurisdizione di Alessandria, quando nel 1862 il Ministero degli Interni, per eliminare le numerose omonimie verificatesi dopo l'annessione dei vecchi stati e la proclamazione del Regno d'Italia, invita i Consigli Comunali a procedere alle necessarie modifiche. Alcuni comuni aggiungono il nome del corso d'acqua che ne attraversa il territorio, Roccaforte mutua l'aggettivo "ligure" dal ricordo del breve periodo trascorso entro i confini della Repubblica Ligure.
Stemma d'oro ad una torre di rosso aperta e murata di nero, merlata di tre alla ghibellina, sostenuta dalla cima centrale di un monte all'italiana di tre di verde, fondata in punta e sormontata da una spina di botte d'azzurro. Ornamenti esteriori da comune. La spina ricorda i marchesi Spinola, per lungo tempo signori di Roccaforte L.
Castrum di origine medievale, il borgo fu prima proprietà dei vescovi di Tortona e successivamente, dal XV secolo, della famiglia Spinola. Da segnalare i ruderi del castello Malaspina-Spinola, eretto in epoca altomedievale con scopi difensivi contro le incursioni saracene e rimaneggiato quando passò alle due diverse casate. La chiesa seicentesca di San Giorgio custodisce un pregevole dipinto di Napoleone Spinola e tele di Giovanni Andrea de Ferrari. Roccaforte, inoltre, è stato luogo di uno dei più importanti ritrovamenti archeologici di età romana della zona: qui, infatti, è stata rinvenuta la famosa "ara delle matrone", altare votivo testimonianza della presenza romana in valle, oggi conservata nella sede del Comune.

Secondo alcuni storici, il villaggio sarebbe stato un Pago Romano ma si riscontrano anche tracce di un passato Celtico. Le prime notizie certe su Roccaforte Lig. sono però di epoca Medioevale e risalgono al 946, anno in cui il Vescovo di Tortona Giseprando, ricostruendo l'Abbazia di Vendersi distrutta dai Saraceni, dotò l'istituto Monastico di terreni alcuni dei quali appartenenti alla pieve di San Giorgio di Roccaforte. Successivamente Roccaforte e il suo territorio passarono dai Vescovi di Tortona ai Malaspina che lo mantennero sino al 1150. Dai Malaspina Roccaforte, detta anche Rocca del Piè, passò poi ai Signori di Montalto, e da questi al Comune di Tortona nel 1235. All'inizio del XV° secolo Rocca e il suo castello passarono agli Spinola. La signoria degli Spinola, che aveva eletto il palazzo di Roccaforte (ora distrutto e del quale rimangono pochi ruderi) a propria residenza dal XVI° secolo, influì in modo decisivo sullo sviluppo sociale ed economico del borgo e del suo territorio, arrivando nel 1609 a concedere, sotto Stefano II Spinola, lo statuto ai sudditi dei feudi. Lo statuto è composto di tre parti: la prima tratta delle cause civili, la seconda delle criminali, la terza contiene le disposizioni del feudatario sopra i molteplici casi della vita rurale. Il documento è conservato nel suo originale alla Biblioteca Nazionale di Torino (Ms ST. P. 944/43). Sotto il dominio di Napoleone IV Spinola si ebbe poi il massimo sviluppo della zona: questi fece erigere la nuova Chiesa Parrocchiale, dotandola di preziosi arredi artistici e sacri. Per i suoi meriti nel 1644 l'Imperatore Ferdinando III elevò la Signoria di Roccaforte a Marchesato, Napoleone IV divenne primo Marchese di Roccaforte, con facoltà di battere moneta.
Nel 1673 da iniziativa del fratello Fra Paolo Raffaele Spinola, aprì a Rocchetta la stamperia, messa a disposizione dell'Ordine di Malta che in esso stampò documenti e statuti ancora oggi conservati nelle più importanti biblioteche d'Europa. Nel 1793 ricevette l'investitura l'ultimo Marchese Carlo Spinola che pochi anni dopo perderà il dominio esercitato dalla sua famiglia per quasi cinque secoli, a causa dell'abolizione del feudalesimo decretato da Napoleone Bonaparte. il 27 giugno 1797, in quel periodo a Roccaforte fu incendiato l'archivio Marchionale con l'intento di cancellare i diritti di proprietà. Nello stesso anno, Roccaforte veniva pertanto annessa alla Repubblica di Genova: nel 1805 la Repubblica Ligure Democratica fu incorporata alla Francia e con essa Roccaforte. Con il 1815 la Liguria veniva annessa agli stati del Re di Sardegna: Roccaforte ne fece parte sino alla istituzione della Provincia di Alessandria nel 1859.

Durante l'ultimo conflitto tutto il Comune di Roccaforte Ligure si trovo coinvolto direttamente nella Resistenza, in tutte le frazioni iniziando da Avi (ora abbandonato), Borassi, Lemmi (ora parte del Comune di Grondona), San Martino e Roccaforte si insediarono distaccamenti di Partigiani che, che agivano attaccando i convogli militari che transitavano nella vicina Camionabile Genova-Serravalle, e divenendo conseguentemente soggetti a rappresaglie e rastrellamenti. Nel 1944 sotto la protezione dei partigiani venne eletta la prima Giunta Comunale e successivamente la S.A.P.. servizio ausiliario polizia, composta di abitanti del luogo. L'importanza strategica della zona è dimostrata dal fatto che fra i Partigiani che operarono a Roccaforte L. vi furono personaggi di rilievo della lotta partigiana: "Pinan" Giuseppe Salvarezza, 01/06/1924, -12/1944, decorato della Medaglia d'oro al valore militare, Fiodor Alexander Poletaev, 1909-02/02/1945, unico straniero in Italia decorato di Medaglia d'oro al valore militare. "Marco" Franco Anselmi, 21/10/1915- 26/04/1945, decorato con Medaglia d'argento al valore militare.
